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USA: nuovi dazi su acciaio, alluminio e rame dal 6 aprile 2026. Cosa cambia per gli importatori

08/04/26

Gli Stati Uniti hanno introdotto un nuovo aggiornamento della propria politica commerciale in materia di metalli, con importanti conseguenze per le aziende che esportano verso il mercato americano.

Con la Proclamazione Presidenziale "Strengthening Actions Taken to Adjust Imports of Aluminum, Steel, and Copper into the United States", entrata in vigore il 6 aprile 2026, l'amministrazione statunitense ha modificato il regime dei dazi applicabili ai prodotti contenenti acciaio, alluminio e rame, introducendo nuove aliquote, criteri di esenzione e obblighi dichiarativi.

Le disposizioni sono applicate ai sensi della Section 232 del Trade Expansion Act del 1962, normativa utilizzata dagli Stati Uniti per introdurre misure commerciali motivate da esigenze di sicurezza nazionale.


Nuove aliquote per prodotti e derivati

La riforma punta a rendere più uniforme il trattamento doganale dei prodotti contenenti metalli.

Le merci classificate nei capitoli 72, 73, 74 e 76 della nomenclatura HTSUS, relativi ad acciaio, ferro, rame e alluminio, sono ora soggette a un dazio aggiuntivo del 50% calcolato sull'intero valore della merce.

Per i prodotti che rientrano nella nuova definizione di "derivati", viene invece applicato un dazio aggiuntivo del 25%, anch'esso calcolato sul valore complessivo del bene importato.

L'obiettivo della misura è uniformare il trattamento dei prodotti trasformati contenenti metalli strategici, riducendo le differenze che in passato caratterizzavano le varie categorie merceologiche.


Esenzione per i prodotti con basso contenuto di metallo

Una delle principali novità riguarda l'introduzione di una soglia di esenzione.

I prodotti non saranno soggetti ai nuovi dazi aggiuntivi quando il metallo rilevante rappresenta meno del 15% del peso complessivo dell'articolo importato.

Per determinare questa soglia si considera il peso aggregato dei metalli interessati secondo la classificazione HTSUS applicabile alla merce.

Si tratta di una modifica che potrebbe escludere dall'applicazione dei dazi numerosi prodotti nei quali il metallo costituisce soltanto una componente accessoria.

Maggiore attenzione ai requisiti dichiarativi

Rimangono in vigore specifici obblighi dichiarativi, soprattutto per acciaio e alluminio.

Gli importatori dovranno continuare a indicare:

- il Paese di fusione e colata (smelt and cast) per l'alluminio;
- il Paese di fusione e colata (melt and pour) per l'acciaio.

Per quanto riguarda il rame, la U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha annunciato che ulteriori istruzioni operative saranno pubblicate successivamente.

Rischio di dazio del 200% per l'alluminio

Particolare attenzione dovrà essere prestata alle spedizioni contenenti alluminio.

Qualora non venga dichiarato il Paese di fusione e colata, le autorità doganali statunitensi presumeranno che il materiale sia di origine russa, applicando automaticamente un dazio aggiuntivo del 200%.

Lo stesso trattamento continua a essere previsto anche per i prodotti in alluminio di origine russa o contenenti alluminio fuso o colato in Russia.

Nessuna duplicazione dei dazi per prodotti multimetallo

La normativa introduce anche un importante chiarimento operativo.

I prodotti contenenti più metalli, come ad esempio acciaio e alluminio, saranno soggetti a un solo dazio aggiuntivo, evitando quindi l'applicazione cumulativa delle diverse misure tariffarie.

Restano inoltre esclusi dall'applicazione dei nuovi dazi i beni elencati negli allegati della Proclamazione che non contengono i metalli interessati.


Restano in vigore altre misure commerciali

Le nuove disposizioni non sostituiscono gli altri strumenti di difesa commerciale già esistenti.

Continuano infatti ad applicarsi, ove previsti:

- i dazi antidumping;
- i dazi compensativi;
- gli altri oneri doganali previsti dalla normativa statunitense.

Rimangono inoltre valide alcune eccezioni derivanti da specifici accordi commerciali con partner quali Unione Europea, Regno Unito, Giappone e Corea, oltre alle disposizioni dedicate alle Foreign Trade Zones (FTZ), al regime di drawback e ad alcune categorie merceologiche disciplinate dai capitoli 98 e 99 HTSUS.


Cosa devono fare le imprese

Le nuove misure richiedono particolare attenzione nella preparazione della documentazione doganale e nella verifica della composizione dei prodotti esportati verso gli Stati Uniti.

Per molte aziende sarà fondamentale:

- verificare la corretta classificazione tariffaria dei prodotti;
- determinare il contenuto percentuale di acciaio, alluminio o rame;
- raccogliere e conservare la documentazione relativa al Paese di fusione e colata dei metalli;
- valutare l'impatto economico dei nuovi dazi sulle esportazioni verso il mercato statunitense.

Una corretta analisi preventiva può evitare contestazioni da parte della CBP e consentire di individuare eventuali esenzioni applicabili.


Il supporto di Ormesani

Il team di Ormesani continua a monitorare l'evoluzione della normativa doganale statunitense e le indicazioni operative pubblicate dalla U.S. Customs and Border Protection.

I nostri consulenti sono a disposizione per supportare le aziende nella corretta classificazione delle merci, nella verifica dei requisiti documentali e nella gestione degli adempimenti doganali necessari per esportare negli Stati Uniti nel rispetto delle nuove disposizioni.

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