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USA: primi effetti dell’Executive Order 14411. CBP rafforza i controlli sugli Importers of Record

08/09/26

Lo avevamo anticipato lo scorso luglio: con l’Executive Order 14411 “Strengthening Customs Enforcement”, gli Stati Uniti hanno avviato un percorso di rafforzamento dei controlli doganali, con particolare attenzione ai soggetti che operano come Importer of Record (IOR).

Ora arrivano i primi effetti operativi.

A partire dal 18 settembre 2026, la U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha intensificato le verifiche sulla correttezza e completezza delle informazioni associate agli Importers of Record e riportate nel CBP Form 5106 – Create/Update Importer Identity Form.

Un passaggio importante per tutte le aziende che importano negli Stati Uniti, perché eventuali anomalie nei dati possono avere conseguenze dirette sull’operatività doganale.

IOR number: perché i dati diventano ancora più importanti

Il Form 5106 raccoglie le informazioni utilizzate da CBP per identificare l’importatore e gestire la sua posizione come Importer of Record.

Con l’intensificazione dei controlli, diventa quindi fondamentale che i dati associati allo IOR siano corretti, completi e aggiornati.

L’attenzione riguarda in particolare informazioni quali indirizzo fisico, indirizzo e-mail, numero di telefono e identificativi fiscali, che devono essere direttamente riconducibili all’Importer of Record.

Se CBP dovesse riscontrare informazioni inesatte o incomplete, potrà procedere all’annullamento dello IOR number.

Ed è proprio questo l’aspetto più rilevante per gli operatori: un codice annullato non potrà essere utilizzato per effettuare operazioni di importazione negli Stati Uniti fino alla sua eventuale riattivazione.

Cosa succede in caso di annullamento

CBP comunicherà l’annullamento all’indirizzo e-mail associato allo IOR, indicando le motivazioni e le modalità previste per richiederne il ripristino.

Fino alla riattivazione, però, l’Importer of Record interessato non potrà utilizzare quel codice per le proprie operazioni di importazione.

Una conseguenza che rende particolarmente importante intervenire prima che emergano eventuali incongruenze.

Per le aziende che operano come Importer of Record negli Stati Uniti, questo è quindi il momento di verificare che le informazioni presenti nel CBP Form 5106 corrispondano alla situazione attuale dell’importatore e che non siano presenti dati incompleti, obsoleti o non più validi.

Dal quadro normativo agli effetti operativi

Quando avevamo analizzato l’Executive Order 14411, il provvedimento delineava soprattutto la direzione intrapresa dall’amministrazione statunitense: maggiore controllo sulle importazioni e maggiore attenzione all’identificazione e alla responsabilità degli operatori coinvolti.

Le verifiche sugli Importers of Record rappresentano ora una delle prime applicazioni concrete di questo percorso.

Per chi opera con gli Stati Uniti, l’accuratezza delle informazioni doganali assume quindi un peso ancora maggiore nella gestione quotidiana delle importazioni.

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