• Company
  • Services
  • Blog
  • Industrial Sectors
  • Contacts
  • EN
    • Italiano
    • English
Logo Ormesani

Nuovo Codice Doganale dell’Unione: verso una Dogana europea sempre più digitale e data-driven

29/09/26

Con la pubblicazione del Regolamento (UE) 2026/2108, l’Unione europea avvia una delle più importanti trasformazioni del proprio sistema doganale degli ultimi decenni.

Il nuovo Codice Doganale dell’Unione (CDU) introduce infatti un modello profondamente rinnovato, pensato per rispondere all’aumento dei volumi del commercio internazionale, alla crescita dell’e-commerce e alla necessità di rendere più efficace e uniforme la gestione dei rischi alle frontiere europee.

Al centro della riforma ci sono digitalizzazione, condivisione dei dati e maggiore responsabilizzazione degli operatori economici.

Dal sistema delle dichiarazioni a una Dogana basata sui dati

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda il modo in cui le informazioni sulle merci saranno comunicate e utilizzate.

Il nuovo sistema ruoterà attorno al Centro doganale digitale dell’UE – EU Customs Data Hub, destinato a diventare progressivamente l’interfaccia digitale unica per le operazioni doganali nell’Unione.

Le imprese potranno fornire le informazioni attraverso un unico ambiente digitale, mentre le autorità doganali potranno utilizzare dati condivisi e aggiornati per avere una visione più completa delle merci e delle relative catene di approvvigionamento.

L’obiettivo è superare progressivamente l’attuale frammentazione dei sistemi nazionali e passare da una Dogana prevalentemente basata sulla singola dichiarazione a un sistema nel quale il dato diventa il principale strumento di controllo, analisi del rischio e vigilanza.

Cambiano anche responsabilità e ruolo degli operatori

La riforma interviene anche sulla distribuzione delle responsabilità all’interno delle operazioni doganali.

Importatori, esportatori e titolari del regime di transito assumono un ruolo ancora più centrale nella corretta comunicazione delle informazioni relative alle merci.

Il nuovo Codice introduce inoltre la figura dell’“importatore per le vendite a distanza”, pensata per adattare il sistema doganale alla crescita dell’e-commerce e alle vendite online di merci provenienti da Paesi extra UE.

Non cambia quindi soltanto lo strumento attraverso cui vengono trasmessi i dati: cambia progressivamente anche il rapporto tra impresa, informazione e autorità doganale.

Trust & Check: fiducia e trasparenza diventano centrali

Un altro elemento caratterizzante della riforma è l’introduzione degli operatori “Trust & Check”, che si affiancano al sistema degli Operatori Economici Autorizzati (AEO).

Il principio è quello di creare un rapporto ancora più stretto tra affidabilità dell’impresa e possibilità di accedere a procedure doganali semplificate.

Gli operatori in grado di garantire elevati livelli di trasparenza sulle proprie attività e sulla supply chain potranno beneficiare, nel rispetto dei requisiti previsti, di importanti facilitazioni operative.

Il nuovo modello rafforza quindi un concetto destinato a diventare sempre più importante: la compliance doganale non termina con l’ottenimento di un’autorizzazione, ma richiede un controllo continuo dei requisiti, delle procedure e della qualità delle informazioni aziendali.

Nasce una nuova Autorità doganale europea

A supportare il nuovo sistema sarà anche la EU Customs Authority, la nuova Autorità doganale dell’Unione europea.

L’Autorità avrà un ruolo centrale nel coordinamento delle attività doganali e nella gestione del rischio a livello europeo e sarà responsabile della gestione dell’EU Customs Data Hub.

L’obiettivo è rendere maggiormente uniforme l'applicazione delle regole e rafforzare la cooperazione tra le amministrazioni doganali dei diversi Stati membri.

La Dogana europea si muove quindi verso un modello nel quale controlli e analisi non dipendono esclusivamente dal momento in cui una merce attraversa fisicamente la frontiera, ma dalla conoscenza dell’operatore, della merce e dell’intera catena di approvvigionamento.

Una trasformazione graduale fino al 2034

Il passaggio al nuovo sistema avverrà progressivamente.

Il Regolamento (UE) 2026/2108 introduce infatti un percorso pluriennale che accompagnerà imprese e autorità doganali verso il nuovo modello.

Una delle tappe fondamentali sarà il 1° marzo 2031, quando gli operatori economici potranno iniziare a utilizzare volontariamente le funzionalità dell’EU Customs Data Hub.

Dal 1° marzo 2034, invece, il Data Hub diventerà il punto di accesso doganale unico e obbligatorio per tutti gli operatori.

La transizione sarà quindi lunga, ma la direzione è già definita: un sistema doganale europeo sempre più integrato, digitale e basato sui dati.

Cosa significa per le imprese?

Per gli operatori economici, la riforma invita a guardare alla compliance doganale da una prospettiva più ampia.

Qualità e tracciabilità dei dati, procedure interne, corretta attribuzione delle responsabilità e capacità di monitorare nel tempo i propri processi diventeranno elementi sempre più rilevanti nella gestione delle operazioni con i Paesi terzi.

Il nuovo Codice non rappresenta quindi soltanto una modifica normativa.

Segna il passaggio verso un nuovo modo di gestire il rapporto tra imprese e Dogana, nel quale informazioni, affidabilità e controllo dei processi avranno un ruolo sempre più centrale.

L’attuazione concreta della riforma sarà accompagnata nei prossimi anni da ulteriori atti delegati e di esecuzione.

Ormesani Srl Società Benefit
  • Registered Office: Via G. Pascoli 42/N, 30020 Quarto d'Altino (VE) Italia
  • CF/P.IVA: 02061320277
  • N° reg. Imprese di Venezia: 02061320277
  • REA - 194.679 CCIAA Venezia
  • Share Capital €500.000,00 Fully paid-up
  • Regulated Agent
    ENAC Certification N. IT/RA/00116-01 of 04/06/2008